Pubblicazioni 2010

Libri dei docenti di Italianistica pubblicati nel 2010

 

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Maria Antonietta Terzoli

Nell'atelier dello scrittore: innovazione e norma in Giacomo Leopardi

Scheda dell'editore


"La Provincia di Varese", 14 gennaio 2011 [PDF (139 KB)]

OBLIO, II, 5 [PDF (16 KB)]

Il volume propone una raccolta organica di saggi dedicati a Leopardi, di cui indaga testi noti e meno noti, prendendo in considerazione aspetti fin qui poco studiati eppure decisamente importanti per la comprensione dell'intera opera. Un'attenzione particolare è rivolta alla pratica dedicatoria e all'uso sofisticato che uno scrittore così consapevole della tradizione e insieme così innovativo riesce a fare di un genere rigidamente codificato. Studiate per la prima volta in maniera sistematica, queste dediche mostrano su un caso esemplare la straordinaria portata esegetica di tale approccio. Un'altra sezione del libro si occupa degli intensi frammenti autobiografici (o pseudo-autobiografici) di Leopardi, che nella loro frammentarietà forniscono illuminanti suggestioni critiche, e del complesso e fecondo rapporto con alcuni grandi autori precedenti (Diderot, Foscolo). Chiudono il volume tre diversi esercizi di lettura - commento, interpretazione e indagine storica - applicati rispettivamente a una dedica, a uno dei grandi canti e a una breve lettera non ancora compresa nell'epistolario.

 

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Sara Garau

«A cavalcione di questi due secoli». Cultura riflessa nelle Confessioni d'un Italiano e in altri scritti di Ippolito Nievo

Scheda dell'editore

Nel notevole incremento della bibliografia su Nievo degli ultimi anni, l'ambito rimasto forse più scoperto è quello della cultura dell'autore. Il lavoro intende affrontare il problema per via indiretta, analizzando la rappresentazione della cultura del narratore e protagonista delle Confessioni, Carlo Altoviti. A partire dai modelli di genere di tradizione settecentesca potenzialmente riflessi nella scrittura di Altoviti-Nievo, si passa a considerare la 'biblioteca' delle Confessioni, vale a dire le letture dei personaggi, i libri e gli autori ricordati dal narratore. L'analisi si apre in seguito in due direzioni. Anzitutto, su un altro romanzo, il Barone di Nicastro, che illustra il lato meno 'costruttivo' dell'ideologia di Nievo, non estraneo a una lettura delle Operette leopardiane. In seconda istanza, l'attenzione è rivolta invece a un genere diverso, dediche e preliminari: meno marginale di quanto non possa sembrare, se in questi testi si riflettono problematiche costanti delle modalità narrative nieviane.

 

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Maria Antonietta Terzoli (dir.)

Margini. Giornale della dedica e altro. 4, 2010

 

Rivista on-line
Zeitschrift on-line
Presentazione [PDF (89 KB)]
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Flyer (de) [PDF (118 KB)]
Flyer (en) [PDF (116 KB)]
Indice del quarto numero
www.margini.unibas.ch


Collegato all'Archivio informatico della dedica italiana, "Margini. Giornale della dedica e altro" vuole essere un giornale di scambio intellettuale e di riflessione teorica e storica su un argomento che negli ultimi anni ha incontrato un crescente interesse nel mondo scientifico: le dediche e altre parti dell'opera che, operativamente e adottando una terminologia ormai in uso, possiamo chiamare paratesti. O anche, con formula solo in apparenza analoga, "margini del libro". Diretto da Maria Antonietta Terzoli, prevede un comitato scientifico internazionale: Alberto Asor Rosa (Università "La Sapienza", Roma), Andreas Beyer (Universität Basel), Mario Lavagetto (Università di Bologna), Helmut Meter (Universität Klagenfurt), Marco Paoli (Biblioteca Statale di Lucca), Marco Praloran (Université de Lausanne), Giuseppe Ricuperati (Università di Torino), Sebastian Schütze (Queen's University Kingston). Ne è previsto un numero all'anno, con dimensione variabile secondo la disponibilità dei contributi. Flessibile e funzionale alla ricerca, "Margini" si compone di tre sezioni, Saggi, Biblioteca, Wunderkammer: la prima comprende studi inediti su dediche e marginalia di varia natura, la seconda propone in facsimile digitale articoli classici sull'argomento, la terza ospita trattatistica antica, antologie e raccolte di dediche, voci di dizionario, testi narrativi, iconografia e curiosità legate al tema. Elemento di coesione del giornale non è un'affinità metodologica o disciplinare, né una comune collocazione cronologica o geografica degli oggetti studiati, bensì una ricerca - anche molto differenziata nei metodi - su oggetti funzionalmente affini, benché tipologicamente dissimili e lontani nel tempo e nello spazio. Studiando il modificarsi di forme, strategie e funzioni di questo genere di testi, "Margini" ambisce a indagare il ruolo dello scrittore attraverso i secoli e le culture, ma anche ad analizzare la complessa, e spesso sofisticata interazione che si stabilisce tra le diverse parti di un'opera.

 

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Angela Ferrari e Anna-Maria De Cesare (a cura di)

Il parlato nella scrittura italiana odierna. Riflessioni in prospettiva testuale





La scrittura italiana contemporanea non letteraria si è oramai appropriata di strutture linguistiche che la norma tradizionale confinerebbe al parlato, e che effettivamente fino a qualche decina d'anni fa appartenevano solo all'orale. Il fenomeno coinvolge tutti i livelli linguistici: lessico, morfologia, sintassi, punteggiatura, testo. Ma, al di là di questo suo aspetto 'pan-strutturale', qual è la reale estensione del fenomeno? Quali le precise forme della sua manifestazione, e quale la sua ragion d'essere? Gli studi qui proposti si configurano come un piccolo insieme di analisi di strutture linguistiche che possono essere considerate come particolarmente rappresentative e adeguate a offrire un contributo alla comprensione dell'assorbimento del parlato nella scrittura italiana odierna. Il loro taglio è volutamente diverso, in modo da individuare le molteplici sfaccettature del problema. Li accomuna la stessa ipotesi di fondo: lo scritto si appropria di quelle strutture linguistiche orali che sono provviste di una motivazione testuale, vale a dire che portano iscritte nella loro forma caratteristiche semantiche e informative che le rendono preziose per mettere in scena in modo univoco e trasparente l'architettura del testo.

 

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Maria Antonietta Terzoli, Alberto Asor Rosa, Giorgio Inglese (a cura di)

Letteratura e filologia tra Svizzera e Italia. Studi in onore di Guglielmo Gorni
Vol. 1: Dante: la Commedia e altro.

 

Scheda dell'editore


Azione [PDF (393 KB)]

Questa miscellanea di studi in onore di Guglielmo Gorni - curata da Maria Antonietta Terzoli, Alberto Asor Rosa e Giorgio Inglese - raccoglie in tre volumi organici i contributi di colleghi e allievi delle università e delle istituzioni alle quali Gorni è stato legato in maniera particolare. I saggi affrontano con sostanziali novità esegetiche, ricorrendo a metodi e approcci disciplinari diversi, temi e testi di letteratura italiana ed europea: dalle Origini alla contemporaneità, dalla letteratura romanza a quella italiana a quella francese, dall'ecdotica alla metrica, dalla storia della lingua alla linguistica teorica. Al primo volume, dedicato a Dante e alla sua fortuna, ne segue un secondo che percorre la storia letteraria italiana e europea dal Duecento alla fine del Settecento; il terzo volume affronta argomenti di letteratura otto-novecentesca e si chiude con saggi di prosodia e di linguistica teorica e storica. La varietà e l'estensione cronologica degli argomenti trattati riflettono la molteplicità e la vastità di interessi di uno studioso senza pregiudizi di scuola o di correnti.

 

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Maria Antonietta Terzoli, Alberto Asor Rosa, Giorgio Inglese (a cura di)

 

Letteratura e filologia tra Svizzera e Italia. Studi in onore di Guglielmo Gorni
Vol. 2: La tradizione letteraria dal Duecento al Settecento.

 

Scheda dell'editore


Azione [PDF (393 KB)]

Questa miscellanea di studi in onore di Guglielmo Gorni - curata da Maria Antonietta Terzoli, Alberto Asor Rosa e Giorgio Inglese - raccoglie in tre volumi organici i contributi di colleghi e allievi delle università e delle istituzioni alle quali Gorni è stato legato in maniera particolare. I saggi affrontano con sostanziali novità esegetiche, ricorrendo a metodi e approcci disciplinari diversi, temi e testi di letteratura italiana ed europea: dalle Origini alla contemporaneità, dalla letteratura romanza a quella italiana a quella francese, dall'ecdotica alla metrica, dalla storia della lingua alla linguistica teorica. Al primo volume, dedicato a Dante e alla sua fortuna, ne segue un secondo che percorre la storia letteraria italiana e europea dal Duecento alla fine del Settecento; il terzo volume affronta argomenti di letteratura otto-novecentesca e si chiude con saggi di prosodia e di linguistica teorica e storica. La varietà e l'estensione cronologica degli argomenti trattati riflettono la molteplicità e la vastità di interessi di uno studioso senza pregiudizi di scuola o di correnti.

 

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Maria Antonietta Terzoli, Alberto Asor Rosa, Giorgio Inglese (a cura di)

Letteratura e filologia tra Svizzera e Italia. Studi in onore di Guglielmo Gorni.
Vol. 3: Dall'Ottocento al Novecento: letteratura e linguistica.

Pagina dell'editore
Azione [PDF (393 KB)]

Questa miscellanea di studi in onore di Guglielmo Gorni - curata da Maria Antonietta Terzoli, Alberto Asor Rosa e Giorgio Inglese - raccoglie in tre volumi organici i contributi di colleghi e allievi delle università e delle istituzioni alle quali Gorni è stato legato in maniera particolare. I saggi affrontano con sostanziali novità esegetiche, ricorrendo a metodi e approcci disciplinari diversi, temi e testi di letteratura italiana ed europea: dalle Origini alla contemporaneità, dalla letteratura romanza a quella italiana a quella francese, dall'ecdotica alla metrica, dalla storia della lingua alla linguistica teorica. Al primo volume, dedicato a Dante e alla sua fortuna, ne segue un secondo che percorre la storia letteraria italiana e europea dal Duecento alla fine del Settecento; il terzo volume affronta argomenti di letteratura otto-novecentesca e si chiude con saggi di prosodia e di linguistica teorica e storica. La varietà e l'estensione cronologica degli argomenti trattati riflettono la molteplicità e la vastità di interessi di uno studioso senza pregiudizi di scuola o di correnti.

 

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Giulia Ponsiglione

La "Ruina" di Roma. Il Sacco del 1527 e la memoria letteraria

In questo studio l'autrice analizza una serie di opere letterarie legate al terribile saccheggio compiuto a Roma nel 1527 per mano dei lanzichenecchi imperiali. La selezione e l'attraversamento dei vari materiali testuali sono stati compiuti tenendo sempre presente la matrice originaria di ogni successivo 'discorso' sul Sacco, ossia quella memoria collettiva che preesiste alle concrete e individuali realizzazioni artistiche e letterarie. Il sistema emerso alla fine dell'indagine si configura come un affascinante puzzle all'interno della nostra tradizione occidentale: risultato di un evento-simbolo di straordinaria valenza semiotica, che ha trascinato dentro e dietro di sé un intero apparato di immagini poetiche, proiezioni fantastiche, modelli culturali ed epistemologici di lunga tenuta e di notevole pervasività.

 

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Maria Antonietta Terzoli

Foscolo

seconda ristampa

 

Scheda dell'editore


Dedicato a uno dei classici della letteratura italiana sette-ottocentesca, il libro offre una presentazione organica - articolata secondo una scansione blandamente cronologica - dell'intera produzione foscoliana. L'attenzione è rivolta anche alle opere cosiddette minori (come il primo Ortis, il Sesto tomo, i Vestigi della storia del sonetto, le Lettere scritte dall'Inghilterra) solitamente trascurate nelle presentazioni sintetiche dell'autore. Ciò consente una migliore comprensione dell'intero sistema foscoliano, analizzato nei suoi vari sviluppi. Anche consente di inserire le opere più note in un quadro complessivo e coerente, che ne agevola l'interpetazione. Di ogni opera è fornita una presentazione filologica essenziale, e ne è segnalata la reperibilità in edizioni antiche e moderne. L'indicazione del suo impatto sui contemporanei, si accompagna alla sua collocazione nel più largo contesto europeo, dove è messa sinteticamente in rapporto con opere affini per genere e per argomento. La bibliografia critica di base, indicata regolarmente, consente ulteriori approfondimenti e indagini anche in altre direzioni. Il volume è organizzato in otto capitoli, suddivisi a loro volta in parti minori, provviste di titoli, per agevolare la reperibilità degli argomenti trattati. Tutti i capitoli offrono in apertura un minimo profilo biografico, nel quale inquadrare le opere presentate nel séguito. Fa eccezione il quarto, interamente dedicato ai Sepolcri, e l'ultimo, dedicato al problema - finora poco indagato, ma di notevole importanza - della speciale interculturalità italo-greca del Foscolo. Le informazioni fornite nel volume sono aggiornate alle ultime acquisizioni della critica foscoliana. L'esposizione dei problemi - senza rinunciare al rigore del dettato - è estremamente chiara e ricorre a una lingua di immediata comprensione. Ne esce un libro molto leggibile, che offre un ritratto insieme stimolante e rigoroso del poeta: capace di illuminare anche aspetti poco noti della sua formazione e della sua cultura, e di mettere nella giusta luce momenti importanti, rimasti a lungo in ombra, della sua produzione letteraria.

 

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I. Maffia Scariati

Dal «Tresor» al «Tesoretto» saggi su Brunetto Latini e i suoi fiancheggiatori





Il volume focalizza le indagini su Brunetto Latini quale mediatore di un’ampia tradizione latina e mediolatina, sui suoi fiancheggiatori e fruitori, nonché sulle modalità della ricezione tra il Due e il Trecento. Per più aspetti nuovo l’inquadramento del Tesoretto: se ne esaminano i tempi di scrittura e le interferenze con la stesura del Tresor, vero reference-text del poemetto incompiuto e si avanzano ipotesi sulla sua genesi e sulla sua morfologia originaria, dato che la scansione della materia sembra regolata da “divisioni”, almeno in parte, d’autore e calcate sulle “partizioni” del Tresor. Se la datazione proposta (1271-1272) e il taglio non laico del Tesoretto sono iscritti nel clima di censura imposto da Étienne Tempier, l’identificazione del dedicatario del poemetto (Carlo d’Angiò?) porta a inserire gli ammaestramenti brunettiani nell’alveo delle opere edificatorie dell’arte del buon governo, additando tra i modelli precursori Vincent de Beauvais e lo Pseudo-Aristotele del Secretum.