Pubblicazioni 2007

Libri dei docenti di Italianistica pubblicati nel 2007

 

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Maria Antonietta Terzoli (dir.)

Margini. Giornale della dedica e altro. 1, 2007

Rivista on-line
Zeitschrift on-line
Presentazione [PDF (228 bytes)]
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Flyer (de) [PDF (146 KB)]
Indice del primo numero
www.margini.unibas.ch


Collegato all'Archivio informatico della dedica italiana, "Margini. Giornale della dedica e altro" vuole essere un giornale di scambio intellettuale e di riflessione teorica e storica su un argomento che negli ultimi anni ha incontrato un crescente interesse nel mondo scientifico: le dediche e altre parti dell'opera che, operativamente e adottando una terminologia ormai in uso, possiamo chiamare paratesti. O anche, con formula solo in apparenza analoga, "margini del libro". Diretto da Maria Antonietta Terzoli, prevede un comitato scientifico internazionale: Alberto Asor Rosa (Università "La Sapienza", Roma), Andreas Beyer (Universität Basel), Mario Lavagetto (Università di Bologna), Helmut Meter (Universität Klagenfurt), Marco Paoli (Istituto Centrale per il Catalogo Unico), Marco Praloran (Université de Lausanne), Giuseppe Ricuperati (Università di Torino), Sebastian Schütze (Queen's University Kingston). Ne è previsto un numero all'anno, con dimensione variabile secondo la disponibilità dei contributi. Flessibile e funzionale alla ricerca, "Margini" si compone di tre sezioni, Saggi, Biblioteca, Wunderkammer: la prima comprende studi inediti su dediche e marginalia di varia natura, la seconda propone in facsimile digitale articoli classici sull'argomento, la terza ospita trattatistica antica, antologie e raccolte di dediche, voci di dizionario, testi narrativi, iconografia e curiosità legate al tema. Elemento di coesione del giornale non è un'affinità metodologica o disciplinare, né una comune collocazione cronologica o geografica degli oggetti studiati, bensì una ricerca - anche molto differenziata nei metodi - su oggetti funzionalmente affini, benché tipologicamente dissimili e lontani nel tempo e nello spazio. Studiando il modificarsi di forme, strategie e funzioni di questo genere di testi, "Margini" ambisce a indagare il ruolo dello scrittore attraverso i secoli e le culture, ma anche ad analizzare la complessa, e spesso sofisticata interazione che si stabilisce tra le diverse parti di un'opera.

 

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Maria Antonietta Terzoli

Con l'incantesimo della parola. Foscolo narratore e critico

Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2007

Pagina dell'editore


I saggi qui raccolti, frutto di ricerche distribuite sull'arco di più di vent'anni, offrono un ritratto insieme stimolante e rigoroso di Ugo Foscolo, uno dei classici della letteratura italiana sette-ottocentesca, illuminando anche aspetti meno noti della sua cultura e mettendo in luce momenti importanti della sua carriera letteraria rimasti a lungo in ombra. Utilizzando un'ampia intertestualità, l'autrice propone un'immagine innovativa dello scrittore, liberato da rigidità interpretative non sempre rispettose dei dati storici e filologici, nonché da ricostruzioni poco attente alla complessità della sua opera. In questi saggi si mette tra l'altro in evidenza lo stretto nesso che in Foscolo lega erudizione e produzione artistica, poesia e riflessione di matrice illuminista. Nelle prime due sezioni le opere più strettamente creative, in prosa e in versi - Sepolcri, Ultime lettere di Jacopo Ortis, Sesto tomo dell'Io e altre scritture narrative - sono analizzate nei loro rapporti con diversi modelli testuali e altre forme artistiche. La terza sezione è dedicata alla produzione erudita, di antologista e critico, del periodo zurighese: quando Foscolo esule si fa divulgatore di un'aristocratica tradizione italiana (Vestigi della storia del sonetto) e insieme ricettore di nuove suggestioni culturali (Ipercalisse). La quarta sezione indaga i suoi rapporti con i contemporanei, in particolare con l'ambiente veneto di Cesarotti e con i romantici del "Conciliatore". Chiude il volume una riflessione di storiografia comparata sugli scrittori nati fuori d'Italia, a cui Foscolo appartiene nonostante comprensibili resistenze della storiografia post-unitaria.

 

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Umberto Saba

Intermezzo quasi giapponese

a cura di Maria Antonietta Terzoli
Con tavole di Filippo De Pisis
Parma, Monte Università Parma, 2007

Invito al vernissage [JPG (83 KB)]
Repubblica [JPG (103 KB)]
Epolis [JPG (910 KB)]
Gazzetta di Parma [JPG (181 KB)]
Libero [PDF (214 KB)]
Pagina dell'editore
Il Piccolo (23.06.07) [JPG (228 KB)]
Avvenire (30.06.07) [JPG (86 KB)]
Il domenicale (30.06.07) [JPG (59 KB)]
La Stampa (30.06.07) [JPG (341 KB)]
Il Giornale (21.08.07) [JPG (1.1 MB)]
Il Cittadino (20.09.07) [JPG (504 KB)]
Poesia (Ottobre 2007) [JPG (591 KB)]
Il nostro tempo (2.12.2007) [PDF (843 KB)]

Tra le carte di Francesco Ingrao erano conservate le fotocopie di un fascicoletto manoscritto di ventiquattro poesie che portava la firma di Saba, con una lettera d'accompagnamento, del 12 settembre 1928, indirizzata a Enrico Terracini. La lettera lo presentava come dono speciale all'amico, inviatogli a compenso "della poca e maliconica compagnia" che Saba aveva potuto fargli. Terracini ne donò copia al dottor Ingrao, dal quale era stato forse in cura, ripetendo a sua volta il gesto compiuto dall'autore e salvando così un importante documento dell'attività poetica di Saba, del quale non si conosce altra traccia. Il fascicoletto, che si pubblica ora in questo volume (con la riproduzione integrale dell'autografo e con tavole di Filippo De Pisis) costituisce la forma più ampia fin qui nota dell'Intermezzo quasi giapponese. La serie, risalente agli anni 1916-1917, con qualche prolungamento nel 1918, era prevista come una sezione del Canzoniere del 1919 rimasto manoscritto. Escluso poi dal Canzoniere del 1921, l'Intermezzo rimase inedito fino al 1973, quando ne fu pubblicata una forma con diciotto poesie. La serie si arricchisce ora di sette testi inediti. Il fascicoletto conferma inoltre che altre poesie riesumate dal poeta in anni più tardi facevano parte di questo corpus e soprattutto attesta una successione dei testi sensibilmente diversa da quella nota: da attribuire a un diverso progetto di costruzione, risalente probabilmente all'estate del 1927. Al di là delle poesie inedite che contiene e delle varianti di poesie già note (di cui si dà conto nelle note di apparato), il manoscritto testimonia in effetti la forma più organica del progetto "giapponese": fissato in una raccolta d'autore riemersa nella ricerca del poeta ancora all'altezza del 1927-1928, quando Saba si dedicò a un riordinamento generale delle sue poesie. Il libro contiene anche un saggio della curatrice che colloca questa esperimento poetico nell'ambito della moda "giapponese" di primo Novecento.

 

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Anna Laura Puliafito Bleuel

Comica pazzia

Vicissitudine e destini umani nel Candelaio di Giordano Bruno

Scheda di presentazione [PDF (83 KB)]

Questa lettura del Candelaio vuole chiarire quanto la commedia sia partecipe dello strumentario concettuale ed espressivo che caratterizza da un lato la prima produzione latina, dall’altro la più nota stagione della produzione volgare bruniana, in particolare lo Spaccio della bestia trionfante. Facendo perno sull’intreccio tra azione scenica e testi introduttivi Bruno ridisegna la sua realtà biografica nei termini di un sofferto ma ineluttabile percorso razionale: vicissitudine e tempo divengono in tal senso termini chiave per giustificare il principio di razionalità del mondo e ritagliare uno spazio all’agire umano.

 

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Anna-Maria De Cesare e Angela Ferrari (a cura di)

ARBA 18
ACTA ROMANICA BASILIENSIA
marzo 2007



 

Questo volume nasce dal Convegno Lessico, grammatica e testualità, nell'italiano scritto e parlato, tenutosi a Basilea il 17 e il 18 febbraio 2006.

Articoli contenuti:

  • Federica Venier, Per un superamento della dicotomia langue/parole: sentieri paralleli e intersezioni di retorica, linguistica testuale e pragmatica linguistica
  • Angela Ferrari, Grammatica, testo e stylistique de la langue
  • Edoardo Lombardi Vallauri, "Appendice": una categoria informazionale o semantica?
  • Giuliana Fiorentino, Complessità sintattica e subordinazione non finita tra scritto e parlato
  • Anna-Maria De Cesare, Sul cosiddetto 'c'è presentativo': forme e funzioni
  • Domenico Proietti, Il testo nella lingua: connettivi testuali in prospettiva diacronica (per cui, comunque, sen(n)onché, casomai)
  • Jacqueline Visconti, Lessico e contesto: sulla diacronia di mica
  • Cecilia Adorno, Strutturare gli enunciati e gestire l'interazione in italiano L2. L'uso dei connettivi anche, invece, ma però