Pubblicazioni 2002

Libri dei docenti di Italianistica pubblicati nel 2002

 

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Carlo Dionisotti

Un'Italia fra Svizzera e Inghilterra

a cura di Maria Antonietta Terzoli

Il 25 novembre 1994 Carlo Dionisotti ricevette all'Università di Basilea la laurea honoris causa. Il giorno prima tenne per gli studenti una conferenza che era una sorta di testamento civile e culturale. Quella conferenza, che l'autore non consegnò mai alle stampe, viene ora pubblicata (a cura di Maria Antonietta Terzoli) in questo libretto, insieme a un'ampia intervista in cui si ripercorre il complesso itinerario dello studioso e dell'intellettuale. Utilizzando la lucidità dell'analisi storica e il tono confidenziale della rievocazione autobiografica, Dionisotti affronta alcuni temi fondamentali della cultura italiana ed europea del Novecento, come le relazioni tra letteratura e storia politica o il rapporto tra lingua e nazione. Ne viene fuori un breve e intenso resoconto di vita intellettuale, in cui si stagliano le figure dei grandi maestri italiani (da De Sanctis a Croce) e dei loro eredi. Ma soprattutto lo studioso, non senza accenti di risentimento, cerca di mettere a fuoco gli elementi distintivi e i punti di contatto tra Italia e Svizzera (frequentata con intensità), tra Italia e Inghilterra (dove Dionisotti soggiornò, insegnandovi dal '47 in poi). Da una parte, la Confederazione elvetica ha offerto un modello di convivenza pacifica tra lingue diverse. Dall'altra, la Gran Bretagna mostrava la necessità di leggere la letteratura in un quadro molto più ampio.

 

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Irene Maffia Scariati

La "corona di casistica amorosa" e le canzoni del cosiddetto "Amico di Dante"

 

 

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Ottavio Lurati

Per modo di dire...

Storia della lingua e antropologia nelle locuzioni italiane ed europee

Occuparsi di modi di dire e di nessi che attarverso l'uso sono divenuti elementi fissi nella lingua puo' apparire un chinarsi sulle convenzioni. Ma quanto e' andato generalizzandosi lo ha fatto perche' era vissuto da ampie fasce della popolazione, e la sua analisi tende ad aprire ampi squarci su certi sistemi di valori sociali e su esperienze che hanno inciso profondamente nelle comunita'. A momenti affiorano tracce delle letture che una specifica societa' ha progressivamente sancito su aspetti del vivere comunitario. Si tratta della prima proposta di metodo sulle locuzioni italiane, e l'attenzione e' rivolta soprattutto alle componenti semantiche del discorso. Certi usi discorsivi correnti appaiono proiettati in prospettive inedite, enucleando fatti inattesi legati alla minuta storia antropologica. La storia dei motti come 'bellezza dell'asino', 'le gambe fanno giacomo giacomo', 'far lazzi', 'far fiasco' e' sovente una storia di "ribelli": ribelli alla tradizionale prospettiva toscanocentrica e allo spento, meccanico applicare solo le leggi fonetiche; 'dar la guazza', 'far cilecca', essere un manigoldo', 'fare alla romana' sono un germinare di creativita' lessicale in chiave centrifuga che mostrano numerosi apporti regionali alla tavolozza di cui si servono tuttora gli italiani e le italiane. Particolare attenzione, in un capitolo finale, e' dedicata all'idiomatica sulle donne, al femminismo, all'ideologema usato quale commento nell'attuale discorso mediatico.

 

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Anna-Maria De Cesare

Intensification, modalisation et focalisation. Les différents effets des adverbes proprio, davvero et veramente

Il volume è dedicato ai concetti di intensificazione, modalizzazione e focalizzazione, tre concetti molto usati nei lavori di linguistica, soprattutto in quelli di semantica e di pragmatica, ma che non sono mai stati considerati in modo unitario all'interno di una stessa teorica. Dopo una prima parte in cui si fornisce la definizione teorica di questi concetti, l'intento del volume consiste dunque nel mostrare che queste nozioni possono essere collegate con grande profitto, perché si illuminano l'un l'altra. All'interno del quadro teorico delineato, si propone poi, nell'ultima parte del volume, una descrizione sintattica e semantica dei lessemi italiani proprio, davvero e veramente, principalmente con l'intento di definire i criteri discriminanti per la selezione di uno dei loro possibili impieghi (di intensificatore, modalizzatore e di focalizzatore).